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In occasione dell'ultima giornata mondiale in ricordo delle vittime dell’amianto, che si è tenuta il 28 aprile, sono stati tanti i dati divulgati dalle varie associazioni che s’interessano di quella che sembra essere la piaga del secolo.

In occasione della 35° conferenza annuale della associazione internazionale per la valutazione dell’impatto, tenutasi presso la Fiera di Firenze, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha sostenuto che l’era digitale offre grandi opportunità per cambiare i nostri modelli di partecipazione e tutela ambientale.

Nonostante i buoni propositi, gli sforzi promessi e gli stanziamenti, l'amianto resta un problema irrisolto che continua a causare vittime innocenti. Ritardi sulle bonifiche che l'Italia sta pagando a caro prezzo: quello della perdita di vite umane. Sono passati più di vent'anni dalla messa al bando della fibra killer, ma ancora oggi siamo di fronte a un triste bilancio: in Italia sono circa quattromila le persone che ogni anno perdono la vita per colpa dell'amianto. Come se non bastasse, preoccupano i 30 milioni di tonnellate che mettono in pericolo la sicurezza del territorio nazionale e le migliaia di siti a rischio.






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