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L'amianto, o asbesto, è una fibra minerale in passato molto utilizzata in edilizia come materiale ignifugo, data la sua struttura fibrosa e l'elevata resistenza al calore. Fino agli anni '80, l'amianto è stato utilizzato per la coibentazione dei tetti degli edifici.

Le evidenze della cancerogenicità delle fibre di asbesto sono emerse nel 1930 nel Regno Unito, ma solo nel 1992 in Italia ne furono vietate produzione e lavorazione; attualmente, non ne è vietata la vendita. Ma come sapere se nell'edificio in cui si abita o in cui si lavora, è stato utilizzato amianto nella costruzione?

Negli edifici costruiti precedentemente alla messa al bando dell'amianto (legge 257/92), è possibile che alcune parti del tetto siano isolate con amianto, nonostante già nel 1980 questo materiale non fosse più utilizzato. Inoltre, se la struttura della costruzione è costituita da piloni in acciaio, potrebbe essere stato utilizzato l'amianto floccato (cioè coperto a spruzzo).

Un altro indizio è l'utilizzo dei locali: ambienti che necessitano di essere isolare alte o basse temperature, oppure che devono essere sia leggeri sia resistenti o essere ignifughi, come coperture, canne fumarie, guarnizioni, coibentazioni, porte tagliafuoco, cabine elettriche, ascensori e altri, possono contenere amianto. 

Tuttavia, per ottenere la definitiva conferma della presenza di amianto, è necessario prelevare un campione di materiale e inviarlo per l'analisi in un laboratorio autorizzato dal Ministero della Salute oppure richiedere un sopralluogo ad una ditta specializzata come la nostra.

Una volta confermata la presenza di asbesto, la bonifica avviene in tre modi: mediante rimozione, incapsulamento o confinamento. Mentre la rimozione consiste nel togliere fisicamente l'amianto e smaltirlo come rifiuto pericoloso, le altre due opzioni di smaltimento consistono nell'impregnare l'amianto con prodotti specifici oppure ricoprirlo con barriere fisiche per isolarlo. La rimozione ha la più alta percentuale di successo e di sicurezza, ma sottopone gli operatori a un elevato rischio di inalazione delle fibre e inoltre produce rifiuti che devono essere adeguatamente smaltiti. Incapsulamento e confinamento necessitano a lungo termine della sostituzione del materiale impiegato per isolare le fibre di asbesto, ma hanno costi più bassi e rischi minori per il personale addetto alle operazioni.

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