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In occasione della 35° conferenza annuale della associazione internazionale per la valutazione dell’impatto, tenutasi presso la Fiera di Firenze, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha sostenuto che l’era digitale offre grandi opportunità per cambiare i nostri modelli di partecipazione e tutela ambientale.

In apertura, ha evidenziato come le società avanzate richiedano che le decisioni siano prese sulla base di partecipazione e consapevolezza. Inoltre, ha puntualizzato l'importanza che i paesi emergenti vedano soddisfatta la loro richiesta di accedere a tecnologie in grado di permettere uno sviluppo economico e sociale a basso impatto ambientale. 

Nel suo discorso, Galletti ha evidenziato gli sforzi che il suo ministero sta compiendo per aumentare il livello di partecipazione informata della popolazione. Si è riferito, in modo particolare, alla pubblicazione di almeno 223 procedimenti di valutazione di impatto ambientale relativi ad opere di particolare importanza. Circa 24.000 documenti che sono liberamente accessibili tramite il sito del ministero e hanno dato, finora, un riscontro molto positivo. Sono state 5.000 le osservazioni pervenute al ministero da parte di associazioni, pubbliche amministrazioni e privati cittadini. Si tratterebbe di un segnale molto chiaro, che indica come le valutazioni di impatto ambientale rivestano un ruolo centrale nell’attenzione che i cittadini pongono verso le opere pubbliche o private.

Un altro strumento che il ministero ha messo a disposizione della collettività è il Geoportale Nazionale. Si tratta di un sito dal quale è possibile accedere a mappe e cartografie in modo semplice e intuitivo. Inoltre, è possibile visualizzare le modificazioni che intervengono sul nostro territorio. Si potranno quindi osservare tutti quei fenomeni, naturali o provocati dall’uomo, che hanno un impatto significativo sull’ambiente, come fenomeni erosivi, frane, incendi e perfino le discariche abusive.

Il ministro ha sottolineato come sia importante arrivare, in Italia, ad una forma di partecipazione, di "public debat" simile a quella a cui si è arrivati in Francia. Per farlo, tuttavia, è necessario che vi siano strumenti in grado di evitare le distorsioni che ne possono derivare. Il digitale e internet hanno aperto la strada alla possibilità di acquisire informazioni ed esprimere opinioni con un semplice click. Purtroppo, però, questa semplicità sarebbe stata accompagnata da un’applicazione disordinata, nella quale minoranze rumorose le cui opinioni non hanno riscontri scientifici e razionali, rischiano di sovrastare una maggioranza di persone meno propensa all’attivismo ma che preferirebbe scelte ragionate sulla base di dati scientifici.

In conclusione, il ministro ha sostenuto che l’era digitale ha aperto la strada per uno sviluppo sostenibile, che sia in grado di rispettare il desiderio dei paesi emergenti e in via di sviluppo di poter perseguire la crescita economica, pur rispettando il desiderio di milioni di individui che vogliono vivere in un ambiente più sano e rispettato.

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