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Nonostante i buoni propositi, gli sforzi promessi e gli stanziamenti, l'amianto resta un problema irrisolto che continua a causare vittime innocenti. Ritardi sulle bonifiche che l'Italia sta pagando a caro prezzo: quello della perdita di vite umane. Sono passati più di vent'anni dalla messa al bando della fibra killer, ma ancora oggi siamo di fronte a un triste bilancio: in Italia sono circa quattromila le persone che ogni anno perdono la vita per colpa dell'amianto. Come se non bastasse, preoccupano i 30 milioni di tonnellate che mettono in pericolo la sicurezza del territorio nazionale e le migliaia di siti a rischio. 

Alla luce di questi allarmanti dati appare chiara la necessità di un'immediata inversione di tendenza, per rendere meno amara fin dal prossimo anno la Giornata mondiale delle vittime dell'amianto che si celebra il 28 aprile. Un impegno urgente e concreto per far fronte nel migliore dei modi a una situazione drammatica, trovare cioè al più presto valide soluzioni. Secondo l'ultimo censimento solamente in Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria e Valle d'Aosta ci sarebbero più di duecentomila strutture tra edifici pubblici, privati e siti industriali contenenti amianto. Ad aggravare la situazione il fatto che la cosiddetta mappatura dell'amianto è stata portata a termine solo dalla metà delle Regioni italiane, con la criticità dei numeri destinata a salire vertiginosamente. 

Dati preoccupanti e confermati dalla Banca dati amianto, coordinata dal Ministero dell'Ambiente. Nel programma di bonifica del Ministero si parla addirittura di 75mila ettari di territorio in cui c'è presenza di materiale in cemento amianto. Per cominciare a limitare progressivamente il rischio fino a portarlo a zero, il risanamento ambientale e il corretto smaltimento dei materiali contenenti amianto sono priorità irrinunciabili. Una politica necessaria che deve partire da una fattiva e responsabile posizione di Governo, per non dover ogni anno fare la conta delle numerose vittime. 

Proprio contro l'immobilismo del Governo è arrivata la denuncia dell'Osservatorio nazionale sull'amianto. L'Ona punta il dito sulle promesse mancate, specie quelle che riguardano la messa in sicurezza delle scuole italiane: la bonifica dell'amianto, il minerale presente in più di 2000 scuole, non è stata fatta. Sempre secondo l'Osservatorio, il piano nazionale amianto, sposato anche dal Governo Renzi, è in fase di stallo e il fondo vittime è insufficiente. L'Ona sottolinea come il problema dell'amianto deve essere affrontato in modo diverso e non solo con misure previdenziali che non restituiscono la salute a nessuno né riportano in vita i morti e tanto meno evitano l'insorgere di nuovi casi. Un'epidemia, vista la forte presenza di amianto, destinata ad aggravarsi con il trascorrere degli anni se non si trovano le contromisure adeguate per porre fine al problema. La bonifica deve passare per dei progetti di sviluppo territoriali dai quali attingere le risorse economiche da utilizzare unitamente ai fondi europei. L

'Osservatorio nazionale sull'amianto, oltre all'attenta analisi della grave situazione, ha pure trasmesso all'Autorità Giudiziaria la documentazione che testimonia l'importazione di amianto nel nostro Paese negli ultimi anni, auspicando una risoluzione del problema senza trascurare gli aspetti internazionali. Un problema talmente serio che va affrontato al più presto e con le dovute attenzioni: una questione spinosa di cui il Governo italiano deve farsi carico senza troppi tentennamenti.

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