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L'amianto è una delle piaghe moderne, un nemico insidioso che col tempo ha contribuito alla proliferazione di numerose malattie che hanno portato migliaia di persone alla morte.

Tutti parlano dell'amianto ma in pochi sanno cosa sia questo materiale, che fino agli anni Ottanta veniva impiegato per le coperture degli edifici civili e industriali, fino a quando non si è scoperta la sua allarmante pericolosità. Inizialmente impiegato per la sua elevata capacità ignifuga, l'amianto è un materiale realizzato con l'utilizzo di diversi minerali inosilicati: respirare le polveri di questo materiale porta alla formazione di diverse forme di carcinoma polmonare, tumori della pleura e la temibilissima asbestosi, una malattia polmonare dal carattere cronico causata dalla sedimentazione delle particelle e delle fibre di amianto nei polmoni, che se non riconosciuta e curata porta alla formazione dei carcinomi più aggressivi, forieri di morte.

Il fenomeno dell'amianto è stato raccontato in ogni sua sfaccettatura attraverso la narrazione, la musica, il teatro e i documentari giornalistici televisivi: tutti hanno cercato di raccontare questo fenomeno distruttivo da un punto di vista più realistico e veritiero possibile, ma mai nessuno aveva pensato di parlare di questo materiale attraverso un gioco da tavolo, molto simile al monopoli. Un modo alternativo, forse provocatorio, di raccontare una realtà che è tutt'altro che un gioco.
La forma più conosciuta di amianto è senza dubbio l'Eternit, materiale fibroso brevettato dalla società omonima che ha invaso le città italiane a partire dagli anni Sessanta fino a quando non è stato bandito: sono tantissimi i Paesi che hanno vietato l'utilizzo dell'Eternit e dell'amianto, obbligando i possessori a smaltire legalmente qualsiasi prodotto realizzato con questo materiale, soprattutto le coperture degli edifici che, anche in città, venivano realizzate con questo materiale che aveva dei costi nettamente inferiori rispetto a qualsiasi altro.

L'idea di raccontare l'Eternit attraverso un gioco da tavolo è venuta ad alcuni studenti dell'Università di Genova del corso di Pedagogia, che in virtù di un brillante progetto, a cui ha fatto seguito un encomiabile lavoro, hanno ottenuto 30 e lode da parte del loro docente. 
La struttura e il funzionamento del gioco sono del tutto similari a quelli di tanti altri giochi da tavola: si muovono pedine e si tirano i dadi in un tabellone dove i personaggi sono rappresentati dai medici e dai bonificatori, che svolgono un ruolo cardine anche nella realtà per la bonifica delle aree più contaminate.

Come mai un'idea simile è nata proprio a Genova? E' presto detto: nelle vicinanze della città ligure, infatti, sorge Casale, un centro abitato sconosciuto ai più dove l'Eternit aveva, e ha tutt'oggi, la sua sede legale in Italia. Al di fuori di Casale, dove gli analisti hanno effettuato per diversi anni numerose indagini e analisi, le informazioni circa i rischi dell'amianto non sono mai state ben chiare alla popolazione, sebbene l'Università di Genova avesse già avviato un percorso di conoscenza e sviluppo di nuove forme di comunicazione: poesie, musica, racconti, canali sociali alternativi e quant'altro, fino allo sviluppo di questo gioco: il monopoli dell'amianto.

L'idea di realizzare un gioco da tavolo con tabellone nasce dopo aver letto una delle tante favole dedicate a quest'argomento, scritta da Assunta Prato, dal titolo "Attenti al Polverino".
Lo scopo del gioco è molto semplice: bisogna curare e guarire quanti più malati possibili affetti da mesotelioma, tenendo sempre presente che non è possibile salvarli tutti e che inevitabilmente qualcuno lo si vedrà morire, attivando contemporaneamente dei progetti di bonifica nelle aree maggiormente colpite dal fenomeno dell'uso e abuso di amianto. Un gioco duro, realistico, che affronta senza false illusioni la cruda realtà che si svolge tra le vie di Casale. E' proprio nella cittadina ligure che è ambientato il gioco, che invece delle classiche Piazza della Vittoria e Via Stretta, per citare due delle più conosciute caselle del Monopoli, cita i nomi e le piazze vere della città alle porte di Genova, nelle vicissitudini che si snodano intorno all'immagine della fabbrica.

Il gioco impone la lettura di stralci di libri dedicati alla vicenda e permette di superare le barriere tra giocatori, che in questo caso non sono avversari ma collaboratori: ognuno deve svolgere il suo ruolo, deve fare la sua parte, perché si può avanzare e vincere nella lotta solo quando si gioca insieme.

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La SAI Ambiente è la divisione che da anni garantisce standard di qualità ed eccellenza per la riqualificazione dell'ambiente e del territorio.
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